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La Basilica di Assisi
Il cantiere della Basilica e l'arte in Umbria tra Duecento e Trecento

La mostra propone già nel titolo il focus principale dell'iniziativa, che si riferisce alla presenza di Giotto nella città di Assisi e, intorno ad essa, alla nascita della nuova cultura europea. Si sottolinea inoltre il concetto di cantiere, che traduce efficacemente la complessità di quel processo che ha determinato il corso della storia dell'arte e della cultura e illustra con altrettanta efficacia le caratteristiche di una mostra, nella quale la visita in Basilica - sui ponteggi allestiti per vedere da vicino le Storie francescane - e il tema del restauro non sono collaterali all'evento, ma rappresentano l'inizio ideale della visita e il suo elemento centrale. Il cantiere della Basilica è il protagonista di un evento epocale, ma anche di vicende più circoscritte in ambito locale che quella rivoluzione ha determinato tra Duecento e Trecento nel territorio che oggi chiamiamo Umbria.

Il progetto si avvarrà di un prestigioso Comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e composto dai maggiori studiosi di Giotto e dell'arte italiana tra Duecento e Trecento oltre che dalle figure più rappresentative delle istituzioni culturali umbre e dei maggiori musei prestatori.

Obiettivi della mostra

La doppia Basilica di San Francesco di Assisi è il monumento medievale più importante per l'arte occidentale. Sia per un semplice dato quantitativo, cioè la superficie di affreschi antichi rimasti, sia sul piano qualitativo, sia, infine, per la centralità che le due chiese hanno nello svolgere della storia della cultura.

La mostra ha come obiettivo principale quello di focalizzare l'attenzione su questo aspetto, mettendo in luce l'importanza della Basilica e della sua committenza papale e ponendo l'accento sulla presenza di Giotto, il più grande pittore del Trecento, che le cronache ci descrivono come il pittore ufficiale dell'ordine francescano. Al di là dei problemi attributivi e di filologia che animano da decenni il dibattito sugli affreschi della Basilica Superiore, l'esposizione sarà l'occasione per far conoscere al grande pubblico tutto il percorso del pittore fiorentino ad Assisi, dai possibili esordi duecenteschi delle storie dell'Antico Testamento e di San Francesco, fino alla grande decorazione della Basilica inferiore, il Gloriosus Franciscus, sulle vele sopra l'altare maggiore, il transetto nord, la cappella di San Nicola e la cappella della Maddalena.

Giotto e Assisi

Tale percorso, però, pone diversi problemi, sia per quel che riguarda la scansione cronologica delle varie fasi decorative, che si distribuiscono in un arco temporale di circa due decenni, sia per la diversa committenza, e quindi importanza, della decorazione. La Basilica Superiore era la chiesa ufficiale dell'ordine e, in più, era di pertinenza papale. In pratica era Niccolò IV, primo papa francescano, ad esserne il committente. Tale ufficialità si rispecchia anche nel programma iconografico, volto alla descrizione del Santo di Assisi, come alter Christus. Nella Basilica inferiore, invece, nel primo e forse all'inizio del secondo decennio, col papa lontano, ad Avignone, Giotto viene chiamato da altri committenti, gli Orsini, per la cappella di San Nicola, o le vedove di Assisi per quella della Maddalena. Cambia lo stile della pittura, ormai pienamente trecentesco, e cambia anche il riflesso che questa ebbe sulla storia dell'arte locale. Gli affreschi della chiesa superiore non sono solo un modello da seguire, ma diventano per certi versi talmente importanti che, agli occhi dei pittori locali diventano una seconda realtà da cui ispirarsi. Mentre nella Basilica inferiore, con la svolta espressiva di Giotto, già maturata a Padova, si pongono le basi per la vera e propria costruzione del mondo figurativo trecentesco, proseguito alla fine del secondo decennio da Simone Martini e Pietro Lorenzetti.

La vita e i luoghi

Nella Basilica Superiore grazie ad un ponteggio appositamente allestito sarà resa possibile la visita ravvicinata delle Storie Francescane di Giotto in corrispondenza della prima campata, con dieci delle ventotto scene. A Palazzo del Monte Frumentario sarà realizzato un percorso espositivo di grande suggestione composto da circa ottanta prestiti italiani e internazionali e centrato sulla presenza del pittore fiorentino ad Assisi, dai possibili esordi duecenteschi delle storie dell'Antico Testamento e di San Francesco, fino alla grande decorazione della Basilica Inferiore. Intorno a Giotto la mostra documenterà la straordinaria stagione artistica che vive l'Umbria a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo. La mostra sarà completata con la visita del tesoro della Basilica dove sarà segnalato un percorso di approfondimento documentario e di Palazzo Vallemani con gli affreschi staccati dalla Pinacoteca Civica. Sarà infine realizzata per l'occasione una segnaletica permanente nel territorio comunale di Assisi che consenta di percorrere un itinerario completo delle opere di Giotto e di quelle che si possono collegare più ampiamente alla sua presenza nel cantiere della Basilica tra Duecento e Trecento.

Comitato Scientifico

Antonio Paolucci (presidente)
Giuseppe Basile
Anna Di Bene
Sergio Fusetti
Vittoria Garibaldi
Elvio Lunghi
Enrica Neri
Lusanna Padre
Luigi Marioli
Serena Romano
Enrico Sciamanna
Francesco Scoppola
Alessandro Tomei

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