Nell'VIII Centenario della fondazione dell'Ordine Francescano, la città di Assisi promuove uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. Aspetti finora ignoti della sua pittura, sono messi in evidenza, anche grazie alle più moderne tecnologie, che ci consentono di recuperare con il restauro le opere originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale. Curatore dell'iniziativa è Giuseppe Basile, a cui si deve uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca, grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.
Il progetto comprende innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore, che è l'ultimo atto di una delle più importanti attività di restauro e di studio mai svolte in Italia.
Dal tragico evento del terremoto del 1997, tutta la Basilica di San Francesco è stata infatti interessata da interventi strutturali e conservativi che hanno permesso di "vedere da vicino" uno dei più avvincenti capitoli della storia dell'arte dell'Occidente, dove hanno lavorato i maggiori pittori del Medioevo: il Maestro Oltremontano e il Maestro di San Francesco e poi Cimabue, Jacopo Torriti, Giotto e successivamente Pietro Lorenzetti e Simone Martini.
In realtà la presenza di Giotto, documentata nel 1309, lascia ancora aperti alcuni interrogativi, ad esempio sui suoi aiuti o sul tempo in cui è rimasto ad Assisi, che gli esiti del restauro potrebbero contribuire a sciogliere, dato che siamo in presenza di una pittura di qualità altissima e di un committente particolarmente importante.
Il cantiere di restauro è aperto ai visitatori, che potranno salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino "i colori di Giotto" e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti, con l'ausilio di una audioguida in più lingue inclusa nel biglietto.
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori possono salire nella Basilica Superiore per ammirare le Storie Francescane, lungo tutte le pareti della navata e da qui raggiungere, a pochi passi, il trecentesco Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato, per approfondire la conoscenza di quelle 28 scene che compongono uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell'arte. Nelle sue suggestive sale è allestita una mostra virtuale su "Giotto com'era", che offre la possibilità di conoscere l'aspetto originale delle Storie di San Francesco della BasilicaSuperiore, ricostruite grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale del Restauro diretta da Giuseppe Basile ed alla maestria di Fabio Fernetti. In un unico spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la navata unica della Basilica, gli affreschi sono presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito.
Se l'intervento sui dipinti della Cappella di San Nicola (pensato come un "cantiere aperto") è un esempio di recupero materiale di un'opera d'arte, gli allestimenti al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un recupero virtuale di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell'opera. Per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane, grazie alle tecnologie digitali di HAL9000 gli affreschi virtuali sono messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene.
In una specifica sezione dell'allestimento, a cura del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stata realizzata un'applicazione di realtà virtuale che consente una immersione sensoriale nell'affresco con Innocenzo III che benedice Francesco e la sua Regola, scelto in quanto simbolicamente rappresentativo di tutto l'evento. Il visitatore può entrare virtualmente all'interno della scena, percorribile ed esplorabile in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo. La mostra è infine completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco a cura di Fabio Fernetti e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica, realizzato da Artmediastudio.
Oltre che nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi del Monte Frumentario, il biglietto unico della mostra consente l'ingresso al vicino Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica, che conserva alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica e dove è allestito per l'occasione un nuovo percorso didattico dedicato al cantiere medioevale e alla tecnica dell'affresco.
Nell'VIII centenario dell'Approvazione della Regola Francescana, il Comune di Assisi ha promosso un programma triennale di manifestazioni (2009 - 2011) per celebrare la nascita e la diffusione dell'arte pittorica intorno al cantiere della Basilica di San Francesco e alla figura di Giotto e per promuovere la candidatura di Assisi come Capitale Europea della Cultura nel 2019.
I colori di Giotto si colloca all'interno di questo programma, che si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico presieduto da Antonio Paolucci e composto da Giuseppe Basile, Anna Di Bene, Sergio Fusetti, Vittoria Garibaldi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna, Padre Luigi Marioli, Serena Romano, Enrico Sciamanna, Francesco Scoppola, Alessandro Tomei e Alessandro Delpriori. Una seconda grande mostra con prestiti internazionali è prevista nella primavera del 2011, dedicata a Giotto e l'arte in Umbria tra Duecento e Trecento.